Intelligenza artificiale”. Il simbiotico rapporto tra l’uomo o gli uomini e la tecnologia. Un connubio che si è acuito sempre di più, complice lo scoppio della pandemia, SARS-Covid-19 e un’emergenza sanitaria che ha rischiato, seriamente, di mettere in ginocchio il nostro Paese. Se fino a febbraio 2020, appena un mese prima del primo, storico e rigido lockdown nazionale, dicevamo: “siamo troppo dipendenti da internet e social network”, oggi rischiamo di alienarci e piegarci del tutto alla “terribile” legge del web o digitale, allontanandoci dalla vita reale. Insomma, da connubio fatto di perfetta simbiosi a un rapporto di totale schiavitù, di vera sottomissione al mondo virtuale.

Questo, il reportage della prossima edizione del Premio Letizia Leviti (Associazione Letizia LevitiPremio Letizia Leviti- Informazioni generali e come partecipare : Link: https://www.associazioneletizialeviti.org/intelligenza-artificiale-premio-giornalistico-under-35-letizia-leviti-2021/), organizzato dall’Associazione Letizia Leviti e giunto alla sua quinta edizione. Un concorso rivolto a giovani under 35, anche a chi non è ancora iscritto all’Ordine dei Giornalisti, ma spera di intraprendere la carriera di giornalista. I candidati, singolarmente o in squadra, devono presentare un elaborato che parli, racconti, e descriva, appunto, questo rapporto tra l’uomo e il pianeta “Intelligenza artificiale”. I lavori devono essere stati pubblicati su testate giornalistiche, in data tra il 1’ luglio e il 31 luglio 2021, e devono essere disponibili  nei seguenti formati: cartaceo, se pubblicati su un giornale o magazine di carta stampata, in formato web se pubblicati su organi di stampa online, con il solo ausilio delle immagini se trattasi di inchiesta o reportage fotogiornalistico, un servizio televisivo oppure in formato podcast. Ciò che viene raccontato può raccogliere aneddoti, testimonianze di personalità varie.

"Intelligenza artificiale": reportage del Premio Letizia Leviti 



Foto: la giornalista di Sky TG24, Letizia Leviti, scomparsa nel luglio 2016
“Intelligenza artificiale”: reportage del Premio Letizia Leviti
Foto: la giornalista di Sky TG24, Letizia Leviti, scomparsa nel luglio 2016

La commissione, chiamata a visionare e giudicare i lavori di ciascun candidato, sarà composta dal primissimo vincitore del Premio Letizia Leviti, il giornalista Claudio Cordova che, oggi, dirige il giornale Il Dispaccio e da cinque giovani giornaliste donne che sono, rispettivamente, Cecilia Anesi, Giulia Presutti, Sara Manisera e Flavia Barsotti. La valutazione delle inchieste presentate dovrà tenere conto di una serie di parametri o aspetti: il linguaggio e la cura dello stesso, il lessico e uso delle giuste, corrette parole, la capacità di racconto o di storytelling, l’essere brevi e concisi, esporre i fatti o avvenimenti in modo chiaro e comprensibile. In caso di inchiesta pubblicata su podcast, essere in grado di coinvolgere nel racconto i radio-ascoltatori che avranno, come loro unico punto di riferimento per capire e comprendere al meglio di cosa si parla, la voce del giornalista o aspirante tale.

Il Premio Letizia Leviti si pone un obiettivo di fondo: raccontare un fatto, questo sì, ma soprattutto provare ad andare oltre la classica narrazione degli avvenimenti. I reportage che saranno presentati e premiati il prossimo dicembre, dovranno partire dalle domande e non dalle risposte, come accade quasi sempre. Per il tipo di inchiesta richiesta, ciascun candidato dovrà essere in grado, dopo la cronaca, di ripristinare la centralità dell’uomo ovvero far sì che gli individui vengano sempre prima di qualsiasi forma di tecnologia, mondo digitale e simili. L’uomo, in carne e ossa e con la sua vita reale, prima di tutto e tutti, poi conta anche il progresso. Chi salirà sul podio del vincitore, oltre ad aver dimostrato di saper fare notizia, dovrà far emergere questi elementi: la volontà di essere dove accadono i fatti, la profondità dei contenuti, la cura del linguaggio, e l’onestà intellettuale. Il tutto preceduto dal primissimo degli step che la professione giornalistica ci impone: la ricerca, accurata selezione e controllo della veridicità delle fonti.

Questi sono i valori coltivati in vita e sempre dentro il bagaglio professionale della compianta giornalista, Maria Letizia Leviti. Nata a Pontremoli cinquant’anni fa, una carriera cominciata nella carta stampata, collaborando con diversi giornali locali, e per tanti anni volto di SkyTG24 e inviata nei teatri operativi di guerra. Letizia Leviti è scomparsa nel luglio di cinque anni fa, causa un terribile male che non le ha lasciato scampo. La sua prematura morte commosse particolarmente: pochi giorni prima di andarsene per sempre, la giornalista fece arrivare alla sua redazione un video con un suo particolare audio di saluto. Una vera e propria lezione di vita, rivolta ai suoi colleghi e colleghe, ma anche un significativo messaggio per tutte le future generazioni che decideranno di fare del mestiere di giornalista o reporter, la loro unica ragione di vita. 

Intelligenza artificiale”: il reportage del Premio Letizia Leviti
L’ultimo saluto della giornalista ai colleghi di SkyTg24

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